Assicurazione auto a tempo?

Le assicurazioni per le automobili, necessarie per portare la macchina sulla strada, costano sempre di più, e sempre più spesso, gli automobilisti stanno optando per quelle temporanee, cioè con validità da mesi a pochi giorni. L’assicurazione classica, cioè quella annuale, sta per essere surclassata piano piano, da quella temporanea, molto più economica e comoda. Tra le compagnie assicurative è ormai cominciata una battaglia, che per loro si complicherà, ma nello stesso tempo darà la possibilità agli automobilisti di gestire la macchina in maniera del tutto personale.

Le motivazioni che spingono gli automobilisti a scegliere la seconda tipologia, per prima cosa la vera necessità, molte persone non utilizzano la macchina molto spesso, e quindi non ha bisogno di un assicurazione costante ed annuale, anche una temporanea di qualche mese potrebbe fare al caso, così come una a giorni, per chi ha davvero necessità ristrette.Sembrava che fossimo un popolo di automobilisti,me invece si scopre che le assicurazioni temporanee sono sempre più richieste; una polizza che permette di utilizzare la macchina davvero quando c’è ne bisogno, e questo facilità lo spostamento con mezzi di trasporto pubblici o eco solidali come la bicicletta, per esempio. L’unica clausola nella scelta di queste polizze temporanee sta nel sapere perfettamente per quanto tempo servirà l’auto, andrà indicato tutto in maniera precisa, anche per evitare di guidare senza assicurazione, una volta deciso sarà tutto segreto sui documenti della polizza.

Indicate a chi ha intenzione di usare la macchina nei weekend, ci sono polizze a giorni, o durante le vacanze, oppure solo durante la bella stagione. Tutto questo risulta nel pagare molto meno la tua assicurazione e aiuta a farti usare l’automobile nel modo giusto, e quindi aiuti anche a diminuire l’inquinamento delle emissioni di scarico, in pochi giorni, e anche online, potrai attivare questo tipo di assicurazione, una nuova frontiera in materia di automobili.

Oppure a chilometro?

Ci troviamo in un nuovo territorio, che rientra nelle assicurazioni temporanea, ma merita uno spazio a parte, perché stiamo parlando delle assicurazioni a chilometro percorso. In queste circostanze, i prezzi delle assicurazioni dipendono dal tipo di tragitto che si intende percorrere, e nel momento di firma della polizza, bisogna conoscere la lunghezza massima che si intende percorrere, evitando così di superare la soglia, e se questo sembra strano funziona, e le compagnie assicurative riescono a monitorare il chilometraggio della nostra auto, tramite un dispositivo (che bisogna installare per poter usufruire del servizio a chilometri) che segnerà il tragitto tramite un GPS installato all’assicurazione.

Il dispositivo di cui stiamo parlando svolge altre funzioni molto importanti, perché si comporta come un registratore, ottimo in caso di incidenti o se dovesse capitare lo sfortunato evento che qualcuno rubi il veicolo, grazie alla cosiddetta scatola nera, verrà rintracciato. Quindi se credi di utilizzare la macchina solo per qualche migliaio di chilometri l’anno,maestà assicurazione ti permetterà di risparmiare davvero moltissimo, dandoti la possibilità di avere la macchina quando davvero ne hai bisogno.

Gli aeroporti: quali i migliori?

L’aeroporto è un luogo comunemente molto trafficato, nel quale organizzazione, puntualità è sicurezza sono essenziali per mantenere la fluidità nelle giornate di voli continui e passeggeri che atterrano e che partono, quindi queste strutture dovrebbero dare la possibilità ai viaggiatori di prendere l’aereo in maniera semplice e senza stress. Per capire cosa stiamo dicendo, dovremmo andare in Germania, precisamente a Düsseldorf, il cui aeroporto è stato definito come il migliore al mondo, basando le scelte però su categorie che interessano principalmente i viaggiatori che si vogliono assicurare un viaggio in totale tranquillità.

I bar e ristoranti, lo shopping e le sale di attese sono state scelte come le componenti un viaggio relax, e dopo la Germania, dovremmo atterrare a San Francisco e poi Stoccolma, Giappone e Singapore. Se a qualcuno è già capitato di atterrare in uno di questi, non sarà difficile capire il motivo del loro posizionamento in classifica.A chi non fosse mai capitato, si consiglia un bel viaggio in uno di questi luoghi, perché non sarà solo l’aeroporto che colpirà. Tornando al nostro discorso, le infrastrutture come quelle degli aeroporti sono davvero molto importanti per una comunità, anche da un punto di vista turistico, Perché permettono di aumentare l’affluenza di persone, invitandole a dare un occhiata nei dintorni.

Il continente asiatico, sembra essere quello che per la maggiore riesce a soddisfare le esigenze dei viaggiatori, e nella classifica stipulata, le città orientali maggiori sono le migliori in termini di viaggio comodo. Tutto questo comprende anche diverse considerazioni, come il numero di passeggeri che vi transita o l’ampiezza degli spazi, la qualità dei bar e dei negozi, e che tipologia.Il migliore dei migliori, Singapore, che al suo interno ospita il famigerato CrownePlaza, definito come il miglior albergo aeroportuale del mondo, per non menzionare le docce pubbliche o il cinema gratis, e ancora il giardino di farfalle, nel quale i viaggiatori possono fermarsi e passeggiare nella natura, che dire quindi, atterrare o partire dall’aeroporto di Singapore è come viziarsi sempre un po’.

Quelli italiani…un flop

C’è da festeggiare quindi dall’altra parte del pianeta, con nazioni che hanno messo a punto progetti aeroportuali davvero immensi, ma altrettanto funzionali, riuscendo a gestire l’afflusso di migliaia di passeggeri ogni giorno, con totale dimestichezza e organizzazione, cercando di mettere il confort del passeggero di fondamentale importanza, in modo tale da rendere il viaggio è l’attesa in aeroporto il più confortevole possibile.

Ci dispiace non poter dire la stessa cosa di ciò che offrono i nostri aeroporti, che non sono assolutamente all’altezza di quelli menzionati fino ad ora, al contrario, sono compresi nella classifica dei peggiori al mondo, solo Rio, Berlino, Beirut e Casablanca sembrano passarsela peggio di noi, e la nostra bellissima e famosissima Roma non può certo dire di vantare un buon aeroporto, nella classifica delle peggiori è al quinto posto, seguita dall’aeroporto inglese di Luton.

Adolescenti e la Rete

Quando ero piccola non si faceva un utilizzo così intensivo della rete, non utilizzavamo internet per comunicare ma nella maggioranza dei casi, solo i cellulari, era l’inizio della loro esistenza tra i comuni mortali come noi, per intenderci. Nel giro di meno di 20 anni, abbiamo assistito ad una trasformazione fenomenale degli apparecchi elettronici per la comunicazione e ad oggi, gli adolescenti hanno minimo uno smartphone touch screen, insomma, tra qua a qualche anno, i giovanissimi, forse non sapranno mai che sono esistiti cellulari senza touch, una tragedia da una parte, ma dall’altra internet rappresenta uno strumento meraviglioso di informazione, cosa che noi non avevamo al tempo, e ti permette di creare una tua versione dei fatti, magari ben lontana dai libri di storia.

Oggi però tratta eremo un altro argomento che arriva da un libro di una ex insegnante inglese, che avrebbe riportato l’esperienza dei suoi studenti con la rete. Ciò che risulta dal libro non è per nulla bene, anzi,modi piange una generazione di adolescenti invasati nelle parti più scure del nostro animo, bullismo e sesso le costanti. Le ragazzine che cercano uomini anche sposati e i ragazzini che guardano ore di video porno senza stop, il libro non ha nulla di buono da raccontare, insomma. In effetti, si sentono sempre più storie di adolescenti attaccati da bullismo in internet, e molti casi hanno portato al tragico suicidio dei protagonisti, esausti del continuo accanimento.

Ora, non c’è proprio nulla da togliere, sulla effettiva pericolosità di internet, perché c’è di tutto e a portata di mano di tutti, per cui non è difficile pensare che possano succeder anche brutte storie, ma per quanto riguarda gli adolescenti di oggi non sono più perversi, sono solo adolescenti, che stanno affrontando una fase davvero complicata della loro vita, non sempre molto piacevole e che sembra eternamente lunga. Gli interessi e le passioni sono le stesse, si tratta dei periodi dei primi amori e di molte altre esperienze molto importanti per la propria crescita personale ,e molti di noi si ricordano quel periodo come problematico. In quel momento non siamo altro che in insieme di ormoni e arroganza che nemmeno noi ci sappiamo spiegare, le ragazzine tentano di fare le donne e si conciano come tali, e i ragazzini esplorano la sessualità in un altro modo. Non c’è da togliere che gli adolescenti di oggi sappiamo molto più di quanto sapevamo noi, e ancora non so se questo sia un male, sempre rimanendo con la considerazione che internet è un arma a doppio taglio.

La responsabilità del genitore

In tutto questo, c’è da chiedersi dove siano finiti i genitori, che tipo di insegnamenti e parabole di saggezza infondono nei figli, nel loro rispetto verso se stessi, e verso gli altri.

Se certe cose succedono, purtroppo, non è indifferente l’impatto e il peso che può avere un genitore che insegna le cose giuste ai suoi figli, e forse con qualche parola giusta tutto verrebbe a suo tempo, e tutti ritornerebbero a rispettare la propria età che ormai sembra la cosa più difficile.

Con Google siamo più colti?

La più grande libreria al mondo, quella del web, sempre libera e accessibile da ogni parte del mondo, la rete è ad oggi il più grande sistema di comunicazione al mondo, con notizie che riguardano tutto quello che ci può immaginare e anche no, insomma un universo di informazione, ma quanto accurata? E soprattutto in che modo possiamo essere sicuri che ricercando notizie sulla rete, stiamo davvero migliorando la nostra cultura? Troviamo si tutto quello che vogliamo, ma con che intensità, non è forse ancora meglio, per la nostra cultura, un buon vecchio libro, anche se pesante? Notizie bomba dagli Stati Uniti secondo le quali le ricerche online, con tutto quello che troviamo, ci danno la sicurezza di aver capito a fondo un argomento, di conoscerlo nei dettagli e nelle sfumature, molto più di quando si ottengono informazioni sfogliando un giornale o leggendo un libro.

Sono le ultime notizie in materia di cervello e internet, che arrivano dagli psicologi dell’Università di Yale, impegnati nella sfida di capire come reagisce il cervello alle modalità differenti di apprensione. Le ricerche online sono molto divertenti per tutti, perché grazie alla illimitata libreria cibernetica siamo sicuri di ottenere le informazioni che stiamo cercando, ma sembrerebbe che le risposte che si danno è la quantità di informazioni che si immagazzina, sia la metà rispetto a quella di un libro o di un giornale, ma noi abbiamo la sensazione che si tratti della stessa quantità, se non maggiore. Ebbene si, da un gruppo di studenti presi in esperimento, ad una parte tramite un link web e ad un altra parte degli articoli di giornale cartaceo, e i risultati sono più che sorprendenti.

Sarebbe infatti emerso che gli studenti, ai quali era stato chiesto di consultare internet erano molto più sicuri di sapere le risposte, rispetto a quelli che avevano consultato il giornale, quindi la sicurezza di sapere quando in realtà le risposte non sono state altrettanto soddisfacenti. Quindi una sicurezza illusoria, di sapere di più, ma in realtà non è così, gli studenti del link hanno fornito una serie di risposte molto più in accurate rispetto a quelle dei giornali. Questo determina che nel nostro cervello la ricerca telematica ci fa credere di conoscere un argomento a fondo, ma nel momento delle risposte questa non è la realtà, ma la convinzione degli studenti dei link era davvero sorprendente.

Come stanno davvero le cose…

Le cose stanno in maniera diversa, l’esperimento è risultato in risposte più effettive date dagli studenti che avevano letto i giornali, anche se gli stessi non sembravano così sicuri. Sia che si tratti di ricerche online che aiutano in maniera effettiva o meno, la convinzione degli studenti (che hanno consultato il link) di poter padroneggiare gli argomenti è stata molto incisiva, rispetto a quelli dei giornali, e gli psicologi sostengono che tutto questo derivi dall’associazione che compie il nostro cervello con la ricerca, entra come in modalità ricerca, e questo permette di convincersi che qualcosa si troverà di sicuro, anche se non è vero.

Cosa è il BlaBlaCar?

Un fenomeno, il BlaBlaCar, che sta modificando il nostro modo di viaggiare, sempre grazie all’aiuto della rete, arriva un iniziativa, che nel giro di pochi anni ha raggiunto molti utenti, e molti altri hanno già usufruito del servizio. Si tratta di un metodo di trasporto molto innovativo, permette di viaggiare brevi e lunghe distanze, insieme ad altre persone, in modo tale da spendere di meno per il viaggio. Per prima cosa, si tratta di un progetto nato sotto forma di piattaforma online, in Germania, chiamato carpooling e permette di creare dei profili con gli utenti della rete, nella quale il proprietario della macchina inserisce la necessità di co-passeggeri, ed altrettanto faranno i passeggeri, riuscendo ad ammortizzare le spese del viaggio, e questo è il motivo dell’esistenza del caropooling, dal 2006 ad oggi, ne sono nate altre di piattaforme di questo tipo, è da qualche tempo si stanno organizzando, al fine di diventare un coro unico, in grado di aiutare sempre più persone che cercano di fare viaggi in macchina spendendo poco.

Questa iniziativa è già molto attiva in ben diciotto paesi in Europa, e tra poco tempo, non solo l’Europa, ma anche il resto del mondo potrà beneficiare di questo modo di viaggiare sicuro ed economico. Sicuro perché i profili sono sicuri e controllati, le persone lasciano più commenti dopo il viaggio, e si tratta di un servizio creato per alleggerire lunghi o brevi tratti da soli, riuscendo a risparmiare sulla spesa del viaggio. Una volta che il viaggio sarà terminato, il proprietario del veicolo e i passeggeri lasceranno feedback a vicenda sull’esperienza, in maniera tale da verificare gli utenti, anche perché i feddbacka sono sempre molto apprezzati. Grazie a questo modo alternativo di viaggiare, sarà inoltre possibile contribuire a diminuire l’inquinamento delle auto, si risparmia viaggiando insieme.

E ovviamente non c’è da togliere una parte importante del servizio, la socialità, il fatto di conoscere altre persone e di fare un viaggio in totale tranquillità, sapendo di spendere meno e inquiniate di meno, una idea che ha le sue buone ragioni, per continuare ad espandersi. Sembra che grazie a questa e molte altre iniziative di questo tipo, stiamo ritornando ad un concetto fondamentale della vita, la condivisione, una parte essenziale, che la frenesia del mondo ci fa spesso dimenticare, ma sembra che le notizie stiano preannunciando il ritorno a questo e altre condivisioni.

Perché funziona?

Le motivazioni che spingono le persone a scegliere questi viaggi sono moltissime, e come detto prima, una buona componente è sicuramente quella economica, ma poi ci sono gli aspetti che non sai, forse in uno di questi viaggi incontrerai il tuo prossimo amico, o semplicemente viaggerai con altra gente in maniera molto piacevole, discutendo del più o del meno, passando il tempo con qualcuno, che sta andando dove vai tu, e forse il fatto di non sapere su queste persone rende l’esperienza ancora migliore, senza nulla togliere al fatto che in fin dei conti, siamo animali sociali, ed è quindi giusto un ritorno alle origini, in un certo senso.

Social Network VS Relazioni

Quale è la verità sulle relazioni e i social network? Come hanno modificato il nostro modo di comunicare e di gestire la nostra vita? Da una ricerca fatta, sarebbe emerso che se da una parte hanno aiutato in maniera effettiva a riallacciare e mantenere i rapporti, dall’altra parte ci si chiede, ma rapporti…con chi? Facebook, tra i primi, sarebbe stato oggetto di un utilizzo diverso, colpevole di aver semplificato la comunicazione con ex oppure con nuovi “amici” anche se rimane sempre il fatto che la responsabilità, in fin dei conti, non è del Social ma dell’individuo ed è sempre così.

Ci sono stati casi eclatanti di tradimenti o scappatelle, riportate sul social, e questo purtroppo porta alla distruzione di famiglie, cuori infranti, fiducia e rispetto calpestati. Probabilmente, la parte birichina di noi, si dimentica del legame che ha nella vita reale, ed è intrigato e curioso di sapere cosa succede se, oppure solo tornare a flirtare come dei ragazzini, ma una volta offline, bisogna fare i conti con la realtà, e con l’altra persona. Le notizie non sono delle migliori, perché la CensusWide avrebbe stabilito la cifra di 1 matrimonio su 7 che finiscono a causa di comunicazioni extra coniugali, cioè stiamo parlando del ben 40% di divorzi a causa dei social o meglio, del modo di utilizzarli, davvero molto deludente. Mogli e mariti che si spiano i messaggi a vicenda, con tanta paura, perché il social è un mezzo di distrazione e può essere pericolo, da questo punto di vista.

Il problema forse sta più nella fiducia, e nella mancanza di amore vero, quello leale e sincero, che non ha bisogno dei social in questo modo, a questo amore non gli verrebbe neanche in mente, di poter tradire così miseramente. Le chat private di Facebook sembrano diventate bordelli online, in alcuni casi, e cosa c’è ne facciamo di Badoo allora? Mah, sembra davvero sconcertante.
Non dimentichiamoci che non sono i Social i veri responsabili, ma i pensieri e le azioni di noi uomini, del modo in cui noi lo utilizziamo, ed è poi così semplice dare la colpa ad un mezzo nato con tutt’altra prospettiva, quindi la verità sta altrove e ogni tanto bisognerebbe farsi qualche domanda giusta, magari evitando di umiliare pubblicamente qualcuno che per un po’ della sua vita, ti ha donato il cuore, senza difesa, questo è quello che c’è da chiedersi.

Rimettere in discussione la vita?

La creazione dei social rimane un mezzo di informazione e comunicazione davvero utile, permette di parlare con amici dall’altra parte del mondo, sponsorizzare te stesso, riallacciare i rapporti con persone che non si vedevano da tempo, come i vecchi compagni di scuola, e in tutto questo non esiste malizie, siamo purtroppo noi che rendiamo il tutto davvero molto triste, quindi viva i social per averci aiutato a migliorare la nostra vita, perché la comunicazione rimarrà sempre di fondamentale importanza.

La salute dei nostri ghiacciai

I ghiacciai vengono da sempre utilizzati come elemento di riferimento, per determinare i cambiamenti climatici della terra, quindi sono un valore di riferimento molto importante, perché in base al loro stato, si può determinare in che modo e a che punto sia l’impatto del pericoloso riscaldamento globale. In Italia, le notizie non sono le migliori, secondo un recente rilevamento, è risultato che i nostri ghiacciai si siano abbassati del 30%, una cifra sicuramente molto allarme te, considerando che dall’ultimo rilevamento è passato davvero poco tempo. L’obbiettivo della ricerca, era quello di stabilire le zone che sono state più compite dal riscaldamento globale, trattandosi in alcuni casi di riserve naturali, e questo fa tremare le gambe agli scienziati, e se anche noi conoscessimo la conformazione della terra, avremmo la stessa reazione, una ricerca lunga ben 5 anni, che si è risolta con questa constatazione, i nostri ghiaccia stanno diminuendo troppo velocemente, modificando persino i confini del nostro paese, un esempio tra tutti la grande Marmolada, sempre stata inserita tra Veneto e Trentino, a causa della diminuzione del ghiacciaio, fa adesso parte solo del Trentino.

Cosa succede quando un ghiacciaio si ritira? Nascono nuove specie e centinaia, è tutto questo pesto perché il terreno sul quale vi era un ghiacciaio è vergine, e si adatta molto bene alla crescita di specie diverse. Ma la Marmolada non è l’esempio più giusto, in termini di ritiro del ghiacciaio, perché le Alpi, soprattutto tra il versante Austria-Germania, stanno soffrendo molto di più, con un ritiro che va a toccare l’80%, e se si continua così, nel giro di pochi decenni, rischia di avere solo il 10% di quel meraviglioso ghiacciaio.

Discorso diverso, per le ricerche che sono state condotte in Antartide, nei quali gli scienziati si sono concentrati sullo studio dell’ecosistema del ghiacciaio, tentando di definirne il ciclo di vita, molto utile per capire in che modo e quando si formano, e come influenzano il clima del mondo. Molto lontano, invece, esiste un complesso di ghiaccio, che si estende per migliaia di chilometri, il Karakorum, e dalle ultime ricerche risulterebbe invece che questo ghiacciaio resista, ma non solo, aumenti, e grazie alle pereffet condizioni climatiche di questo luogo, che permettono lo sviluppo del ghiacciaio, e si tratta di un vero equilibrio, che sul pianeta si trova solo qui, ma secondo gli esperti, anche questo grande ghiacciaio rischia di essere prosciugato, a causa del pericoloso riscaldamento globale.

La cura: diminuire i combustili fossili

L’unico modo per porre rimedio a tutto questo reale pericolo, sarebbe la diminuzione dei combustibili fossili, i primi veri responsabili del ritiro dei ghiacciai, sono infatti queste sostanze inquinanti che vanno a ledere il buco dell’ozono, provocando un ritiro costante di alcuni dei giaccia i più antichi e più importanti della terra.

Il loro ritiro ha solo effetti negativi sull’ecosistema della terra, si tratta di una reazione a catena, e molto pericolosa, dobbiamo stare davvero molto attenti, e tutti nel loro piccolo dovrebbero cominciare seriamente a pensare alla loro importanza.

Olio di Palma: fa bene o male?

Si tratta di uno dei grassi più utilizzati a livello industriale, viene spesso utilizzato al posto del burro e dell’odio nella preparazione di moltissimi prodotti, compresi alimenti per l’infanzia, che troviamo sugli scaffali dei nostri supermercati e nelle farmacie. Il suo è un mercato mondiale, che ha portato nelle tasche di industriali milioni di euro, ma le notizie che stanno per arrivare non sono delle migliori. Sembrerebbe che sempre più persone sappiamo dei problemi che può causare questo olio, anche se dalle ultime ricerche fatte sembra essere emerso che non faccia poi così male come si era pensato, anche se i suoi effetti negativi li può avere sul corpo, e di una certa entità, purtroppo.

Partiamo con la considerazione che moltissimi preparati in cucina, necessitano dell’utilizzo di qualche sostanza grassa, quindi olio e burro, ma che olio e che burro? Se, esistessero solo questi non sarebbe così difficile, ma qui si entra nell’universo della scelta, e troviamo mille tipi di olio e mille di burro, margarina compresa. Tra questi grassi abbiamo quelli saturi come il burro e quelli insaturi come l’olio vegetale, e qui casa il nostro olio di palma, che dovrebbe appartenere ai grassi insaturi, invece rientra poi in quelli insaturi, quindi il burro, perfetto quindi, per le industrie alimentari, per essere utilizzato in grosse quantità per la preparazione di torte o altri snack, costa meno del burro, dura di più (è più longevo) e i risultati sono identici.

Il suo avvento invasivo nell’industria alimentare, deriva dalla mancanza di qualsiasi legge che ne prevenga l’utilizzo, sulle quantità e i metodi di lavorazione, come per il burro o l’olio di oliva, per esempio. Ora, il problema, a cui ci riferivamo all’introduzione, riguarda i possibili risvolti negativi, per la nostra salute, utilizzando l’olio di palma; e la risposta sembrerebbe arrivare dalla quantità che ne assumiamo, come con tutto in fin dei conti, poco burro come viene sempre consigliato, e questo perché sono i grassi saturi ad essere dannosi per il nostro corpo, e le componenti del l’olio di palma rientrano in questa categoria. Quindi, secondo gli scienziati, non dobbiamo assumere più del 10% di grassi saturi, nella nostra alimentazione giornaliera perché le componenti presenti nell’olio di palma sono imputate dell’innalzamento del colesterolo cattivo, e recenti allarmi parlano anche di diabete di tipo 2, ma tutto ciò per fortuna non è ancora stato effettivamente dimostrato.

Olio di Palma e Natura

Il vero problema che sta creando l’utilizzo intensivo di questo olio, lo vediamo nella natura, l’ambiente, perché a favore del suo massiccio utilizzo, vengono bruciate tutti i giorni milioni di ettari di foresta, e questo sta costando la vita al polmone verde del mondo.

Il disboscamento causa anche utilizzo di macchine che provocano inquinamenti, quindi si tratta di un problema reale e a catena, ed è forse anche per questo, che molti stanno lottando cercando di ridimensionarne l’uso. Saranno poi le autorità competenti, in campo di salute, a decidere se questo olio è davvero così necessario e inerme per la nostra salute.

Politici Americani VS CLIMA

I politici, nostri rappresentati, persone che dovrebbero solo assicurarsi di portare a termine quanto desiderato dai cittadini, coloro che sono stati scelti per rappresentarci, nel mondo, e quindi persone delle quali noi ci fidiamo, o almeno così dovrebbe essere. Purtroppo, spesso nel mondo assistiamo a tutto il contrario, corruzione e ignoranza se la padroneggiano, nel panorama di quasi tutti i governi mondiali, e ciò che viene riportato in questo articolo, dimostra quanto siamo lontani dall’avere un vero senso critico nei confronti del pianeta e delle sue risorse. Il discorso del riscaldamento globale, sta profondamente allarmando moltissime città che sorgono poco sopra il livello delle acque e questo perché lo scioglimento dei ghiacciai sta costando l’innalzamento delle acque in tutto il mondo, e questo può costare davvero molto caro.

A lanciare l’allarme, la città di Miami che potrebbe scomparire sotto il mare, le acque si alzano poco a poco, ma si calcola un aumento di tre metri del livello del mare, e questo può costare la vita del meraviglioso lungomare, come della città stessa. Miami è un esempio critico, perché nello stesso tempo arrivano le opinioni dei politici meri cani, notare, non scienziati, che si sono accaniti contro le ultime ricerche, stabilendo che non si tratta della verità. Sembra che dall’altra parte dell’Atlantico non credano nel pericoloso cambiamento del clima, o il ritiro dei ghiacciai, e ancor peggio sembra che i politici americano, stiano tentando di nascondere il riscaldamento, senza avere nessun strumento scientifico per poterne parlare.

Si parla di una bufala, che non sia vera la storia del riscaldamento globale, è un esempio arriva da un senatore americano che si è presentato in consiglio con una palla di neve, asserendo che se esistesse il riscaldamento globale, la palla si dovrebbe sciogliere, mentre non succede, e quindi non esiste il riscaldamento globale. Ma quanto suona strana e contorta questa ipotesi? Come si fa a definire un discorso geo-glaciale in questi termini? Fortunatamente, sembra che la maggioranza dei cittadini americani, resista all’idea del l’effettivo problema del riscaldamento globale, tentando minimizzare l’impatto, diminuendo l’utilizzo dei pericoloso combustili fossili.

Come stanno davvero le cose?

Le cose sanno in maniera molto diversa, e non è ancora ben chiaro il motivo dell’opposizione dei politici a questo grande allarme mondiale, scienziati e geo-biologi si stanno adoperando da anni al fine di contribuire alla conoscenza del nostro pianeta, per minimizzare i danni che abbiamo fatto noi, utilizzando in maniera super intensiva i combustibili fossili, quindi rimane da chiedersi come mai, i politici, nostri rappresentati, non solo non conoscano il problema (o fanno finta), ma credono di poter cambiare i risultati di ricerche condotte per anni, semplicemente con una palla di neve, che non dimostra assolutamente nulla.

Ci auguriamo davvero che solo pochi siano caduti dentro questo tranello, e molte più persone stanno invece attivando un idea di coscienza e rispetto nei confronti della natura, la madre terra, al fine di minimizzare i danni da noi provocati.

Andare in bici fa bene alla salute

Che si tratti di andare in bici al mare o in montagna, la cara vecchia due ruote ha da sempre un grandissimo fascino storico, la sua invenzione che risale all’800 ha davvero cambiato il concetto di trasporto, favorendo anche la salute. Per prima cosa, come per i pedoni, e per chi ama le camminate, altrettanto vale per la bici, e come si impara a camminare si impara ad andare in bici.
Si va sulla strada o in zone create apposta, le cosiddette piste ciclabili e non serve nessuna patente o licenza, il che significa che tutti, ma davvero tutti, possono utilizzare una bicicletta.

Molte persone utilizzano la macchina, quando non c’è ne bisogno, mi riferisco a tratti di strada breve, e questo risulta in una cattiva abitudine, oltre che determinare un numero di macchine senza senso sulla strada e molto inquinamento, inutile. Inoltre, a andare in bici fa bene al cervello non solo al fisico, quindi beneficio bivalente, è tutto questo perché secondo recenti ricerche scientifiche, pedalare si finalizza con uno scopo facilmente raggiungibile, e questo rende tutto più semplice a livello inconscio, per il cervello, che trae una soddisfazione spontanea dalla biciclettata.

Meglio se si scelgono percorsi appositi, non in mezzo al traffico, e in questo caso abbiamo davvero un beneficio a 360 gradi, a livello del corpo si sono riscontrate le molteplici attività benefica del pedalare, tra cui un miglioramento delle attività cardio vascolari, si migliora il sonno e si perdono i chili; quanto detto insieme all’azione sul cervello, sembra solo che confermare le sue qualità.
Inoltre, le bici rappresentano anche un business, non meno delle macchine, e le industrie di bicicletta, insieme alla controparte agonistica, hanno creato migliaia di posti di lavoro in tutto il mondo, e il numero sembra aumentare. Ma non finisce qui, pedalare diviene anche un attività sociale, molte persone organizzano escursioni in bici il weekend, diventa a che un modo per manette le relazioni con persone che hanno le stesse passioni, molto positivo nelle abitudini, in bici tutti, insomma, insieme ci si diverte di più, il concetto è questo.

Trasporto eco solidale

Ora parlando di ambiente e bicicletta, le due sono un connubio perfetto; la bici non inquina, non danneggia ne l’ambiente ne noi stessi, anzi, le notizie sono davvero solo positive. La cosa sorprendente è che se ognuno di noi utilizzasse la bici per qualche chilometro al giorno, riusciremmo a ridurre le emissioni nocive delle auto del ben 50%, una cifra davvero strabiliante.

Si tratta di un mezzo di trasporto relativamente veloce, comodo, semplice da sistemare, e ora con tutte le nuove arrivate, tra bici scomponibili e altro, se ne sono davvero per tutti i gusti e le esigenze. Dalle versioni per bambini, a quelle per le signore a quelle da ciclismo agonistico, pesi e colori diversi, materiali diversi, un universo di scelta. Sembra che non abbiamo più nessun tipo di scusa per non utilizzare, almeno 3/4 volte a settimana questo comodissimo mezzo di trasporto, eco solidale e benefico per il nostro organismo.