PROGETTO
INTERVENTO
URGENTE
 

 

Intervento urgente di chirurgia plastica a favore delle donne sfregiate dall'acido in Bangladesh
Draft

Paese dell'intervento d'urgenza

Paese; Repubblica del Bangladesh
Località: Dhaka (capitale - 6 milioni di abitanti)
Popolazione: 120 milioni di abitanti
Densità: 816 ab/kmq.
Altri Dati: Vedi allegato.

MOTIVAZIONE DELL'URGENZA

Introduzione

L'intervento si rivolge ad una particolare fascia di donne vittime della violenza maschile: le donne sfregiate con il lancio di acido solforico. Esse sono vittime di uomini le cui avances sono respinte o di mariti insoddisfatti della dote portata dalla moglie i quali scelgono con sempre più frequenza questo tipo di vendetta che ha l'atroce particolarità di lasciare dei segni di sfregio molto grave e di colpire la vittima quindi non solo personalmente ma anche nel suo ruolo sociale. Le donne cosi sfigurate diventano una vergogna per se stesse e per la propria famiglia e inoltre non potranno mai aspirare al matrimonio e alla maternità che rimangono in Bangladesh il ruolo principale della donna. Queste vittime vengono quindi private di un futuro e isolate dalla società.

Benché numericamente circoscritto il fenomeno del lancio di acido ha mostrato un deciso aumento in questi ultimi anni, facendo registrare 90 casi nel 1996 e 117 casi nel 1997. Si stima che ci siano almeno 200 casi all'anno nel paese, molti dei quali non vengono registrati dalle autorità.

Le conseguenze dell'attacco sono rese ancora più gravi dal fatto che in Bangladesh il servizio sanitario non garantisce cure specifiche alle ustioni e che queste, anche a causa della natura dell'acido, peggiorano nel tempo, sviluppando dei quadri clinici di particolare gravità in cui si assiste a un compromesso delle funzionalità importanti come la vista, l'udito e la mobilità oltre che a dei danni estetici drammatici. La mancanza di pronto soccorso adeguato di reparti dedicati alle ustioni e di trattamenti chirurgici specifici rende il paese impreparato di fronte a questa nuova emergenza e ha fatto si che i vecchi casi siano stati abbandonati senza neanche un tentativo di intervento.

Il progetto proposto punta alla risoluzione del problema creato dall'accumulo di vecchi casi che rischia diventare un peso insostenibile per le strutture sanitarie e di pregiudicare la riuscita di interventi successivi. L'obiettivo è quello di riuscire a normalizzare la situazione in modo da rendere possibile un intervento sulle strutture perché possano affrontare con competenza i nuovi casi.

Missione di COOPI in Bangladesh

Questo problema è stato oggetto di una missione di COOPI in agosto-settembre 1998. La missione ha visto impegnati una psicologa e due medici, un chirurgo plastico e un anestesista. Sono state contattate diverse organizzazioni e istituzioni locali con le quali si è avviato un dialogo per la futura collaborazione.

Durante la missione i due medici di COOPI hanno visitato 40 casi di vittime dell'acido e hanno stabilito le esigenze chirurgiche di questa particolare lesione e le possibilità di intervento nei casi individuali. Le vittime sono quasi tutte donne (35 su 40) tra i 13 e i 35 anni di età. L'aggressione in sei casi era recente ma la maggior parte risaliva a un periodo da sei mesi a quattro anni fa. Tutte presentano gravi danni estetici e danneggiamento delle funzioni principali, soprattutto la vista. La maggior parte richiede interventi multipli, una decina di casi sono da operare il piu presto possibile per evitare danni maggiori.

La missione di COOPI ha rilevato come le strutture dispongano di scarsi mezzi e competenze per intervenire nei nuovi casi e che i vecchi casi vengono completamente abbandonati. Una volta che le lesioni peggiori si cicatrizzano i pazienti vengono dimessi e rimandati a casa senza nessun intervento specifico. Questa pratica dettata dalle odierne circostanze ha portato ad un accumulo di casi in cui non è ancora troppo tardi per intervenire

Durante la missione COOPI ha raccolto le informazioni necessarie anche per un progetto di lungo respiro che crei competenze sanitarie sul territorio e porti al reinserimento sociale delle vittime.

La situazione attuale giustifica una azione d'emergenza, propedeutica al progetto a lungo termine, per poter affrontare con mezzi adatti i casi accumulatesi negli ultimi anni e intervenire su quei casi giudicati più gravi e urgenti e che quindi potrebbero realmente beneficiare da un intervento tempestivo per il migliore recupero della funzionalità perduta.

Partner locali e loro collaborazione al progetto

Per poter implementare questo progetto COOPI lavorerà nell'ambito degli accordi stabiliti con due ong locali: Naripokkho e Gonoshathaya Kendra.

  • Naripokkho è stata fondata nel 1983 da un gruppo di donne impegnate a livello sociale e politico per la promozione del ruolo della donna e la difesa contro la violenza domestica e sociale. Questa ong lavora dal 1995 per le donne colpite dall'acido e interviene in aiuto delle vittime con consulenze mediche, legali e supporto psicologico e finanziario. Ad oggi ha contattato più di duecento vittime e coordina gli aiuti a loro favore che arrivano dalla comunità internazionale. Per questo progetto Naripokkho collaborerà al coordinamento dei vecchi casi, alle relazioni con le famiglie e al supporto psicologico delle pazienti.
  • L'ONG Gonoshathaya kendra (GK) si è formata durante la guerra di liberazione del 1971 e negli anni è diventata un'associazione che opera a livello sanitario su tutto il territorio del Bangladesh. GK gestisce diversi ospedali, un'industria farmaceutica, una università scientifica e una casa editrice e coordina tutte queste attività per la promozione della salute di base. La collaborazione di GK si realizza nella messa a disposizione di COOPI di un piano nell'ospedale Nagar di Dhaka. La struttura sarà gestita da COOPI durante tutto il progetto e permetterà, oltre alla realizzazione degli interventi chirurgici, la messa a punto modelli organizzativi e gestionali di un reparto specializzato dedicato a questo tipo di lesioni.

DURATA

6 mesi. Previsto dal mese di Aprile 1999.

OBIETTIVI DELL'INTERVENTO

  1. Intervenire con trattamenti chirurgici su 100-120 casi per diminuire il cumulo di vecchi casi e normalizzare la situazione in vista di programmi successivi;
  2. Sperimentare dei modelli organizzativi per la gestione di un reparto specializzato e stabilire delle procedure di intervento per la riduzione del danno nei casi di lancio dell'acido.

DESCRIZIONE DELLE AZIONI

Azioni principali

Gestione del reparto messo a disposizione da GK nell'Ospedale Nagar:

  • determinazione delle condizioni di lavoro all'interno del reparto;
  • valorizzazione delle risorse esistenti attraverso il completamento dell'attrezzatura necessaria all'intervento.

Realizzazione dei trattamenti chirurgici:

  • identificazione definitiva di 100-120 vittime e definizione per ogni singolo paziente dell'iter chirurgico e della riabilitazione post-operatoria;
  • realizzazione degli interventi da parte di un'equipe di chirurghi plastici che interverranno in tre periodi di due settimane ciascuno;
  • responsabilità del medico residente delle fasi pre- e post-operatorie, della riabilitazione e di eventuali altri interventi.

Azioni complementari

  • Fornitura di materiale di consumo per il reparto e per le operazioni:

per il funzionamento quotidiano del reparto e per le operazioni chirurgiche sono previsti materiali di utilizzo comune e alcuni materiali più specifici per il tipo di lesione presentato (bende elastiche, ecc.)

  • Fornitura di alcune apparecchiature e strumentazione specifici per gli interventi previsti:

all'interno della sala operatoria già funzionante messa a disposizione nella struttura, si prevede l'invio di strumentazione e equipaggiamenti adatti agli interventi ipotizzati.

  • Sostegno alle spese delle pazienti:

considerando le distanze e le difficoltà di trasporto bisogna prevedere, per coloro che arrivano da fuori città, un piccolo aiuto alle pazienti e alle loro famiglie per lo spostamento e il soggiorno a Dhaka durante tutto il periodo del trattamento.

  • Contributo al costo del ricovero ospedaliero:

per tutto il tempo del ricovero le pazienti devono seguire una dieta specifica che le aiuti a recuperare le condizioni nutrizionali necessarie sia in preparazione del trattamento chirurgico che dello shock psico-fisico causato dalla chirurgia stessa. Si prevede che la mensa all'interno dell'ospedale si attrezzerà per seguire le direttive del medico responsabile.

Azioni propedeutiche a un progetto a lungo termine

  • Sperimentazione e preparazione dei protocolli organizzativi per le modalità di gestione di un reparto specializzato dedicato a ustionati;
  • Definizione dei bisogni materiali per garantire la sostenibilità di interventi successivi;
  • Ulteriore raccolta dati per la preparazione di processi formativi da intraprendere nel progetto susseguente.

RISULTATI ATTESI

  • Risoluzione del pregresso dei casi di ustioni da acido;
  • Normalizzazione della situazione in previsione di interventi futuri;
  • Sperimentazione di un protocollo organizzativo per la riduzione dei danni da acido, con programmi pilota di formazione per operatori sanitari;
  • Definizione delle procedure per la creazione di un reparto specializzato e dei requisiti per una sua futura autonomia;
  • Instaurazione di una collaborazione a lungo termine tra Italia e Bangladesh per il trasferimento di competenze e professionalità alle istituzioni locali, in previsione di un programma di formazione specializzata da realizzare in futuro.

RISORSE PREVISTE

Personale Espatriato

Per tutta la durata del progetto si richiede la presenza di:

  • Un medico chirurgo specializzato in chirurgia plastica ricostruttiva. L'espatriato avrà anche il compito di gestire organizzativamente il reparto ospedaliero, il personale e le risorse materiali attivate per il progetto.
  • Un infermiere specializzato nel servizio di sala operatoria in grado di gestire gli infermieri locali e di guidarne l'azione.
  • Un amministratore-logista responsabile della gestione e degli aspetti legali, amministrativi e organizzativi del progetto.

Il progetto prevede che dei chirurghi plastici italiani, già in rapporto di collaborazione con COOPI, realizzino delle missioni durante le quali, affiancando il chirurgo residente, verranno effettuati gli interventi chirurgici più impegnativi. Ogni missione durerà 15 giorni circa e prevede 10 sedute operative. Le tre missioni previste per il periodo del progetto verranno effettuate da tre diverse equipes.

Personale Locale

6 operatori sanitari: infermieri e ausiliari;

1 tecnico della riabilitazione.

2 interpreti;

I segretaria;

2 autisti;

2 addetti alla pulizia.

Risorse Materiali

L'attività principale è l'effettuazione degli interventi chirurgici. Gli interventi previsti sono 120. Da un'analisi effettuata in Italia su tre ospedali, risulta che un intervento di chirurgia plastica comune, in media 800.000 in materiali non riutilizzabili: suture, anestetici, medicinali, disinfettanti, camici e teli operatori monouso. lì totale di questi consumi assomma a lire 96 milioni.

Per poter effettuare la chirurgia plastica sono necessari ferri chirurgici specifici. Una dotazione minimale che deve essere acquisita con il progetto ha un valore di lire 80 milioni.

I consumi attribuibili alla sterilizzazione dello strumentario e di altri materiali riciclabili (confezioni di carta e di plastica, test di sterilità, ecc.) assommano a lire 12 milioni.

I consumi per la gestione del reparto (escluso il vitto che viene fornito dall'ospedale) si stimano in 2 milioni al mese.

lì sopralluogo effettuato durante la missione all'ospedale di Nagar di Dhaka ha posto in evidenza la necessità di acquisire alcune apparecchiature medicali per l'avvio dell'attività di chirurgia plastica.

Esse sono:

  • una nuova autoclave orizzontale con camera della capacità di 8 unità di sterilizzazione (valore 32 milioni);
  • una lampada scialitica con satellite e luminosità totale di 80.000 lux (valore 28 milioni).
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