Il futuro del Mediterraneo


                                 Sommario 



            di Yana Mintoff Blond


            Era  una splendida e calda serata, il 14 aprile 1986. Mia figlia e  mio 

            figlio, rispettivamente di tre e di un anno, stavano dormendo in  beata 

            innocenza  ed  io stavo riposando come fanno le giovani  madri,  pronta 

            cioe'  a  correre  da  loro al  minimo  richiamo.  Improvvisamente  fui 

            svegliata  da  un  fragore  lontano  che  si  andava  avvicinando  cosi 

            velocemente  da  farmi scattare subito in piedi  allarmata.  Quando  ho 

            realizzato  che  si  trattava di aerei da  guerra,  questi  erano  gia' 

            passati sulla nostra testa. Andai nella camera dei ragazzi. Mia  figlia 

            aveva cominciato a lamentarsi nel sonno. Mi sono chinata a baciarli per 

            esprimere in qualche modo il mio desiderio di proteggerli. Ho capito in 

            quell'istante  che gli uomini ed i loro giochi di guerra non  avrebbero 

            mai portato pace e sicurezza ai nostri figli e ai figli dei loro figli, 

            nel Mediterraneo. Questo non appare subito evidente. La base COMISO  di 

            missili cruise e' stata chiusa. La guerra fredda e' finita e cosi anche 

            l'attivita'  bellica sovietica nel Mediterraneo. Il  dialogo  pacifista 

            tra  i  leader di Israele e Palestina ha fatto passi avanti.  Anche  il 

            dialogo  fra  il Nord e il Sud del Mediterraneo e' andato  avanti  e  i 

            membri dell'Unione Europea sono aumentati.

            Tuttavia  tali cambiamenti sono scarsamente significativi se  comparati 

            alla   crisi   socio-economica  sempre  piu'  acuta  negli   Stati   e' 

            mediterranei.  La  rapida crescita della  disoccupazione,  dell'impiego 

            part-time o stagionale; l'aumento dei debiti pubblici; l'aumento  delle 

            spese  destinate agli armamenti con conseguente riduzione  delle  spese 

            sociali  nonostante la rapida crescita della popolazione, tutto  questo 

            ha  caratterizzato in larga parte l'economia  mediterranea  dell'ultimo 

            decennio.

            A causa della persistenza della logica capitalista del neo-imperialismo 

            nelle  zone  periferiche  del  Mediterraneo,  molti  arabi  sono  stati 

            attratti  dalla  passione  del  fondamentalismo  Islamico,  mentre   le 

            gerarchie Cattoliche ed Ebree hanno addirittura tratto beneficio  dalla 

            disperazione  che ha prevalso nelle loro congregazioni. La  Guerra  del 

            Golfo  ha ulteriormente diviso i popoli mediterranei e ha  portato  vie 

            risorse necessarie agli scopi sociali deviandole verso fini militari e, 

            nel contempo, ha costituito una ragione in piu' per Israele per  essere 

            supermilitarizzata ed imperialista.

            Quando la NATO USA ha invaso la Libia, in quella notte di primavera, le 

            donne del Mediterraneo hanno acquisito una chiara coscienza delle  pene 

            inflitte  a donne e bambini dall'"eroismo" militare, dai  patrioti,  da 

            "soluzioni"  patriarcali  e  dalla presenza di armi  e  droga.  Abbiamo 

            acquisito  una  maggiore  coscienza del nostro  dovere  di  rompere  il 

            circolo vizioso di violenza e distruzione. Abbiamo capito che non  puo' 

            esserci  pace  duratura senza e'  giustizia e che la  giustizia  ha  un 

            signifato speciale nella vita delle donne oppresse. Il suo  significato 

            non  comprende false dicotomie come quelle fra mente e corpo, indole  e 

            educazione,  ragione  e passione. Non esclude popoli, gruppi  etnici  o 

            classi di eta' e non preclude un allargamento nel tempo e nello spazio.

            Nell'Associazione  delle  Donne  del  Mediterraneo,  abbiamo   opinioni 

            diverse   e   membri  con  background  diversi.   Abbiamo   economiste, 

            psicologhe,  insegnanti,  educatrici  di  pace,  assistenti  sociali  e 

            scienziate,  assistenti  sanitarie, artiste e pacifiste  dalle  Colonne 

            d'Ercole   allo  Stretto  del  Bosforo.  E  con   questa   combinazione 

            straordinaria  di  donne abbiamo approfondito la nostra  analisi  delle 

            tendenze e delle crisi del Mediterraneo ed abbiamo rafforzato il nostro 

            credo  nella  giustizia, eguaglianza, auto-determinazione  e  pace  nel 

            Mediterraneo e in tutto il mondo.

            Personalmente, quella sera di aprile dell'86, ho compreso che  soltanto 

            quando  donne responsabili, con il concetto di eguaglianza, rispetto  e 

            pace,   si  uniranno  contro  le  false  barriere  del  razzismo,   del 

            nazionalismo  e  dell'intolleranza, i nostri figli  saranno  salvi  per 

            sempre.  Ho compreso che se le donne non dovessero  raggiungere  questi 

            obiettivi  importanti nel Mediterraneo - con una storia di migliaia  di 

            anni  di esperienza comune, una zona dove la passione per la  giustizia 

            e'  cosi  profonda  da aver generato tre religioni  mondiali;  dove  lo 

            spettro  del  genocidio, stupro,ndella distruzione  ecologica  minaccia 

            quotidianamente  le  nostre vite - se le nostre donne non  decidono  di 

            affrontare  queste  enormi  sfide, ci sarebbero poche  speranze  per  i 

            nostri figli e per i nostri nipoti.

            Personalmente non credo che gli uomini siano i soli responsabili  della 

            spirale  di violenza e di distruzione che si e' innestata nel  mondo  e 

            che  ha  caratterizzato la nostra era; sebbene l'elite che  si  gode  i 

            generosi   frutti   dello  sfruttamento,   della   repressione,   della 

            prostituzione e della dipendenza e' fatta quasi interamente di  maschi. 

            Le radici della follia militare e della distruzione ecologica  sembrano 

            essere  molto piu' profonde della differenza di genere. Esse  rimandano 

            ai principi assoluti dell'oppressione e della decadenza della  societa' 

            -  quando  una stretta cerchia di persone  privilegiate  ha  consentito 

            all'avidita'  privata  di schiacciare le  necessita'  collettive  della 

            societa'.  Tutto ebbe inizio quando alcuni individui e  gruppi  elitari 

            privatizzarono le risorse e indebolirono le tradizioni della  comunita' 

            con mezzi repressivi. Immediatamente i ricchi hanno recrutato ed armato 

            soldati  mercenari per reprimere schiavi ribelli e persone  spodestate, 

            mentre compiacenti leaders religiosi santificavano queste ingiustizie.

            i  Il  predominio  della disuguaglianza,  dello  sfruttamento  e  della 

            violenza  ha  corrotto la societa'. Le lotte civili e  di  classe  sono 

            continuamente fomentate per sconfiggere ineguaglianza e repressione, ma 

            ogni  vittoria  apparente  e'  in  effetti  una  sconfitta  perche'  la 

            maggioranza  della  popolazione -donne e bambini-  continua  ad  essere 

            tenuta  in  una  condizione di oppressione  e  disuglianza.  Quando  la 

            definizione  corrente di giustizia in una societa' esclude meta'  della 

            razza  umana non e' che un passo verso un spietato disprezzo  di  altre 

            specie e la distruzione dell'ecosistema nella sua complessita'. 

            L'Associazione  delle Donne del Mediterraneo vuol essere  un  tentativo 

            per far sentire la voce delle donne e dei bambini nel Mediterraneo.  La 

            nostra regione e' fra quelle militarmente piu' minacciate. I  conflitti 

            a Cipro, in Palestina, Israele, Libano e nell'ex-Yugoslavia e l'embargo 

            continuato contro la Libia stanno distruggendo i valori tradizionali  e 

            la qualita' della nostra vita. Donne e bambini soffrono soprattutto per 

            i  conflitti  armati: come profughi e vittime di  violenza,  miseria  e 

            malattie. 

            In tutti i paesi mediterranei le donne si vedono negare gli  elementari 

            diritti  legali,  di  istruzione,  di  impiego  e  salute.   Poligamia, 

            mutilazione  genitale e persino potere di vita o di morte  sulle  donne 

            sono gli estremi esempi di questa oppressione. 

            Molte  donne non possono sottoporsi ad interventi chirurgici,  ottenere 

            un   passaporto   o   acquistare  una  casa  o   una   macchina   senza 

            l'autorizzazione scritta del marito. Alcune abitudini patriarcali  sono 

            gli ostacoli principali al progresso ed alla liberta'.

            Nel  frattempo  il  Mar Mediterraneo e' diventato  uno  dei  mari  piu' 

            inquinati  del  mondo.  Ogni anno la quantita' di  petrolio  che  viene 

            rovesciato nel mare, pari a 17 volte il disastro Exxon-Valdez,  profana 

            questo  mare un tempo generoso e bellissimo. La salute della gente  del 

            Mediterraneo  e'  seriamente  minacciata.  Nel  1991   l'Organizzazione 

            Mondiale  della Sanita' ha stimato che circa il 40% delle  persone  che 

            fanno il bagno a mare si ammala e che i bambini sono particolarmente  a 

            rischio. Il cancro e' in aumento (Malta ha il piu' alto tasso di cancro 

            al  polmone nel mondo), ma pochi sono i progressi fatti per  rafforzare 

            gli accordi sul controllo anti-inquinamento approvati unanimemente alla 

            Convenzione di Barcellona nel 1975.

            Nel 1992, dopo sette anni di attivita' per creare la rete di  contatti, 

            la  nostra Associazione e' stata finalmente fondata. I  suoi  obiettivi 

            sono:  unire le donne di tutti i paesi bagnati dal Mediterraneo  contro 

            l'aumento  del  militarismo e la  devastazione  ambientale;  promuovere 

            giustizia, uguaglianza, auto-determinazione e pace. 

            120 milioni di donne in quest'area sono state in prima linea in diverse 

            battaglie  per  la  liberta', le loro voci  sono  state  udite  spesso. 

            L'Associazione  -un'organizzazione rurale, senza scopo di lucro  e  non 

            statale-  e'  viva,  cresce  e lavora per far  sentire  la  voce  degli 

            oppressi.