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                                              Sommario 



            di Ada Donno


            Tornando da Malta



            Il  22, 23 e 24 luglio scorso ci siamo ritrovate a Malta, nella  quarta 

            conferenza  dell'Associazione  delle donne della  regione  mediterranea 

            (AWMR), per parlare di "militarismo nel Mediterraneo".

            Il  tema di questo quarto appuntamento maltese lo avevamo  fissato  fin 

            dall'anno passato, al termine di altri tre giorni fitti di  discussione 

            su  "colonialismo,  patriarcato  e diritti delle  donne".  Siamo  donne 

            provenienti  da diversi paesi che siaffacciano sul Mediterraneo che  da 

            circa 10 anni lavoriamo insieme. Al punto di partenza c'era uniidea  di 

            mediterraneita'  da  definire  e  circoscrivere  come  possibile  luogo 

            politico  di donne che, muovendo da diverse esperienze ed  appartenenze 

            ed intrecciando riflessione ed azione, si fanno autrici di un  progetto 

            comune.

            Punto  di  passaggio  essenziale di questo percorso,  fatto  con  passi 

            dapprima  incerti  ed  irregolari e poi via via  piu'  spediti,  fu  la 

            costituzione,  tre  anni fa, dell'Associazione. atto  fondativo  di  un 

            luogo  identificabile non soltanto materialmente, attraverso  una  sede 

            stabilita, uno statuto ed un organigramma, ma soprattutto idealmente  e 

            politicamente,   attraverso  quattro  parole   pilastro:   uguaglianza, 

            autodeterminazione, giustizia e pace.

            Vera  anima di tutto questo, bisogna riconoscerlo, le donne  maltesi  e 

            principalmente  Yana  Mintoff,  attuale  presidente  dell'Associazione. 

            annualmente viene tenuta una conferenza pensata ed organizzata come  un 

            forum,  aperto  alla  partecipazione di donne  che  operano  in  ambiti 

            diversi,  sia su base locale nei loro rispettivi paesi, sia ai  livelli 

            internazionali,   nel   quale  scambiarsi  conoscenze,   creare   nuove 

            consapevolezze,   promuovere   network   (sia   nell'ambito   dell'area 

            mediterranea che fuori di essa), programmazione azione politica.

            Partecipare  a  questo forum richiede soltanto - come dice Yana  -  una 

            attitudine:  il coraggio di alzarsi e parlare, ma ancor piu' quello  di 

            stare sedute ed ascoltare, ed interrogarsi e riflettere sulle idee e le 

            argomentazioni  che  ciascuna porta, e poi tradurre il tutto  in  fatti 

            concreti.  Perche' "le menti sono come i paracadute: funzionano  quando 

            si   aprono".  E  piu'  volte,  nel  corso  di  questi  anni   in   cui 

            l'Associazione  e' andata prendendo corpo, si e' dovuto fare appello  a 

            questa  attitudine,  dal momento che siamo  passate  attraverso  grandi 

            sconvolgimenti (dai crolli nei paesi dell'est alla guerra del Golfo,  a 

            quella  nella  ex  Jugoslavia) che hanno  mutato  la  fisionomia  della 

            regione, ma spesso anche la nostra, di noi donne europee ed arabe delle 

            due sponde.

            Malta  -  piccola  isola di tufo che nel miscuglio di  forme,  suoni  e 

            sonori  arabi  ed  europei, esprime la sua forte identita'  e  dove  e' 

            possibile ancora leggere lienigma della Dea madre nei tempi  megalitici 

            in fondo agli sguardi delle donne - sembra proprio il luogo piu' adatto 

            per la sede di un'associazione di donne mediterranee.

            Del  resto,  quando  se ne discusse, le maltesi  presentarono  le  loro 

            credenziali  con  forza, ricordando che la nozione stessa  di  "regione 

            mediterranea"  era  stata  accolta  nelle  agende  dell'alta   politica 

            internazionale,  negli anni '70, grazie all'azione caparbia  di  questi 

            isolani intenzionati a smetterla di usare "gli annali di storia come un 

            vulcano  di memorie aggressive in continua eruzione - per dirla con  le 

            parole  efficaci della laburista Myriam Spiteri" - per farne invece  un 

            campo diindagine e di interpretazione che renda il passato un materiale 

            da costruzione del futuro".

            Discutere  di  "militarismo nel Mediterraneo", dunque,  e'  significato 

            prima  di  tutto  interrogarsi sul come e  sul  perche'  della  spirale 

            militarista in questa parte del mondo oggi. Perche', nel momento in cui 

            si parla di accordi di pace in Palestina ed in Bosnia, essa continua  a 

            girare vorticosamente? Perche' la fine della guerra fredda sembra  aver 

            impresso un'accellerazione ai commerci delle armi e allo svilimento del 

            "warfare state" nell'area mediterranea. In Israele, nei primi anni '90, 

            si  e' investito in spese militari il 13% del Pnl, ma solo il 2%  nella 

            sanita'; in Turchia il 5% nel militare, contro li1,4% della sanita'; in 

            Libia il 7,2% contro il 3%; in Egitto il 5,1% contro l'1,1% e cosi via. 

            E  naturalmente,  insieme alle spese militari crescono  la  poverta'  e 

            l'insicurezza sociale per le popolazioni.

            E'  significato, in sostanza, cercare di capire le ragioni  che  stanno 

            dietro, indagare le origini del fenomeno, le basi della sua  esistenza, 

            metterne  in  luce  le molte concessioni: con il  capitalismo,  con  il 

            patriarcato, con i fondamentalismi religiosi, con liuso dei mass media. 

            E poi raccontarne gli effetti, devastanti e spesso irrimediabili, sulla 

            salute degli esseri umani e dell'ambiente.

            E  infine pensare a proporre le possibili vie diuscita, se riusciamo  a 

            vederle.

            Cosi', partendo da una riflessione sulla storia del Mediterraneo,  Yana 

            propone  una  ricostruzione  dei legami radicali  e  inestricabili  tra 

            militarismo  e capitalismo, rappresentati emblematicamente  oggi  dalla 

            condizione  di  dipendenza  delle economia  occidentali  "forti"  dalla 

            produzione  ed  il  commercio di armi, con i suoi  effetti  rovinosi  e 

            dissolutori.

            Sento ancora addosso il senso di malessere provato durante l'intervento 

            di Rosalie Bertell delliInternational institute of concern for  pubblic 

            health,  che  descrivendo  con  minuziosita'  da  scienziata   l'azione 

            devastante  dei  gas mortiferi, usati in guerra ma non solo,  evoca  il 

            fantasma  della  megamorte,  sulla  quale si  fonda  il  "nuovo  ordine 

            mondiale". "Il militarismo e' il cancro che sta distruggendo tutto cio' 

            che  amiamo e ci sta a cuore il lavoro e' immane ed il tempo e'  poco". 

            "Se   c'e'  qualcuno  che  puo'  civilizzare  o  mettere  al  bando   i 

            guerrafondai, queste sono le donne".

            Poiche', pero', ancora fievole e' la voce dei 120 milioni di donne  che 

            vivono nella regione mediterranea, molta strada ci sta davanti.

            Possiamo  tuttavia  assumerci  la  responsabilita'  di  percorrerla  ed 

            immaginare  all'arrivo un mondo altro, "smilitarizzato, umano,  giusto, 

            nel quale - come dice Margarita Panandreu delle Donne per la  sicurezza 

            reciproca - addirittura ci potremo permettere il lusso di sorridere".

            post  scriptum:  Entro  quest'anno saranno pubblicati  gli  atti  della 

            conferenza,  mentre una Newsletter, la cui redazione e' fissata a  Gaza 

            coordinata da Shadia Mattar.

            Il  tema  della prossima conferenza, nel luglio '95, sara'  la  "Salute 

            oggi e per le generazioni future".

            L'AWMR, infine, ha aderito al Mediterranean Women Network, proposto  da 

            Nadia  Gambilongo nell'ambito del programma MED. CAMPUS, ed al  Women's 

            european  resource network against violence, intolerance, militarism  & 

            war.



            6th International Femminist

            Book Fair



            Alla mostra erano presenti oltre 100 scrittrici femministe  provenienti 

            da tutto il  mondo. 

            La prima Fiera Internazionale del libro femminista e' stata organizzata 

            a  Londra  nel 1984. Da allora le fiere sono state  a  Oslo,  Montreal, 

            Barcellona e Amsterdam; questa e' la prima volta che la  manifestazione 

            si tiene nell'emisfero australe.

            Il   tema  di  questa  edizione  della  fiera  e'  stata   "Scritti   e 

            Pubblicazioni   Indigeni,   Asiatici  e  del  Pacifico".   Poiche'   la 

            manifestazione  si e' tenuta nel Bunurong / Wurundjeri, sono stati  gli 

            alberi  di sambuco a dare il benvenuto alle partecipanti, la  cerimonia 

            inaugurale e' stata organizzata dalle Donne Aborigene Youroke.



            Report of the NGO Consultation

            "Changing Forums in a Changing World", New York 



            Il  3 e 4 marzo 1994 circa 750 partecipanti si sono riunite a New  York 

            per  la Consulta ONG: "Forum che cambiano in un Mondo che  cambia".  La 

            riunione  durata  2  giorni ha aggiornato  le  ONG  sull'organizzazione 

            preliminare  a livello globale e regionale del Forum ONG  sulle  Donne, 

            Beijing '95 e della IV Conferenza Mondiale sulle Donne. E' stata  anche 

            un'ottima  opportunita' per lavorare insieme su strategie  e  programmi 

            diazione.



            Dal   17   al   21  ottobre  1994  si  terra'   a   Vienna   l'incontro 

            intergovernativo preparatorio per la IV conferenza mondiale sulle donne 

            a Pechino.

            Il 12 e il 15 ottobre ci sara' un incontro introduttivo su come le  Ong 

            possono portare delle novita' nell'incontro intergovernativo.

            Obiettivi del forum di Vienna delle Ong '94:

            -  sviluppare  programmi concreti e strategie che serviranno  da  piano 

            dettagliato  d'azione  per  le donne della regione  ECE  verso  il  21^ 

            secolo;

            - promuovere l'uguaglianza e la collaborazione (partnership) tra  donne 

            e  uomini  e  sfidare le esistenti strutture e  processi  di  potere  e 

            decisionali.



            International Conference:

            Women in Black and 

            womenis peace movements 

            Jerusalem, Israel



            Dopo  6  anni di veglie in Israele e la diffusione in  tutto  il  mondo 

            delle  Donne  in  Nero,  abbiamo  deciso  di  ospitare  una  conferenza 

            internazionale  delle  Donne in Nero e dei  movimenti  pacifisti  delle 

            donne, e vorremmo estendere l'invito a partecipare a tutte le donne  in 

            favore della pace.

            Il tema della conferenza e' "Le donne, la guerra e la pace: la  visione 

            e  le strategie", e si terra' a Gerusalemme nel dicembre  1994.  Stiamo 

            invitando  i  movimenti pacifisti delle donne di tutto il  mondo,  cosi 

            come  pure  scrittrici  e  studiose.  E'  stata  organizzata  come  una 

            conferenza  di attivisti, infatti ci saranno  discussioni,  laboratori, 

            una veglia di gruppo ed una marcia attraverso la citta' di Gerusalemme.

            Ecco alcuni argomenti che saranno discussi: la creazione diuna  cultura 

            di   pace,   le  strategie  femministe  per  risolvere   il   conflitto 

            internazionale,  il  dialogo  fra le donne in guerra,  la  pace  ed  il 

            femminismo,  l'organizzazione di zone rurali contro il  sistema,  nuove 

            strategie di pace, l'analisi del lavoro di pace delle donne (Argentina, 

            Inghilterra, Italia, ex-Yugoslavia, Israele, Palestina) ed altri. 

            Lo  scopo della conferenza e' di far si che le donne di tutto il  mondo 

            condividano  ed  imparino le esperienze di ognuna, si  rafforzino  come 

            individui  e  come gruppo, ed intensifichino la  cooperazione  su  basi 

            locali, regionali ed internazionali.