Gli uomini sono stati in guerra, in Palestina, per 50 anni.
Non è finalmente l'ora di tentare qualcosa di diverso? Noi sappiamo che
la gente può vivere in questa terra. Noi sappiamo che i nostri bambini
meritano una vita dignitosa e pacifica. Non vogliamo che i nostri figli vengano
uccisi, ne' vogliamo che diventino assassini.
Basta con questa follia. Fermate questo dispiegamento di forza
bruta.
Lasciate parlare le donne.
Aiutateci mettendovi in contatto con noi, urlando, manifestando,
scrivendo e-mail e lettere e telegrammi in cui si chieda alle donne Israeliane
e Palestinesi di guidare il processo di pace. Furono le donne a trovare il modo
di uscire dalla terribile guerra del Libano. Noi, le donne, possiamo trovare
il modo di mettere fine anche a questo orrendo ciclo di violenza.
Lasciate parlare le donne.
Gli uomini ci dicono di non avere paura. Ci dicono che dobbiamo
essere "forti". Noi abbiamo paura, e vogliamo che anche loro abbiano paura.
Non vogliamo essere "forti". E non vogliamo che gli uomini si sentano forti
a questo modo, forti abbastanza per riuscire a far scomparire l'altro popolo,
od essere sconfitti e vivere in disgrazia.
Vogliamo che tutti e ciascuno abbiano diritti: il diritto di
essere ascoltati, di vivere in pace e dignitosamente. Noi vogliamo condividere
le risorse di questa terra: la sua acqua, i suoi vini, i suoi luoghi sacri.
Gerusalemme può essere condivisa da due popoli indipendenti ed orgogliosi,
in eguaglianza. Israele non può dirigere le vite dei Palestinesi. Israele
non può credere che la forza bruta, il potere, le bombe ed i fucili portino
la pace.
Le donne Palestinesi e le donne Israeliane hanno parlato insieme,
per anni, del proprio futuro comune. Migliaia di donne di tutto il mondo hanno
sostenuto la nostra visione di pace.
Lasciate che parlino le donne. Lasciate che le donne facciano
senso dove gli uomini non ne fanno.
Interpellate i vostri governi, parlate con i vostri amici,
con i vostri leader e con voi stesse/i: chiedete loro e chiedete a voi stesse/i
di fermare la violenza immediatamente. Chiedete che vengano riorganizzati i
gruppi che devono negoziare e chiedete che almeno il 50% di ciascun gruppo sia
formato da donne: ogni gruppo, quello dell'ONU, quelli dei governi coinvolti,
quello Israeliano e quello Palestinese.
Le donne parleranno. Non spareranno.
Ci sono troppi uomini dall'ego smisurato coinvolti in questo
pezzo di terra che brucia: domandate che ogni partito includa almeno tante donne
quanti sono gli uomini. Lasciate parlare le donne: vi porteremo la pace.
Lavorate perché nella comunità internazionale
si formi un gruppo di donne di tutto il mondo, il Corpo di Pace delle Donne,
un gruppo di mediazione internazionale che ci ascolti, ci faciliti, ci aiuti
a salvarci.
Lasciate parlare le donne.
Rimuovete gli uomini come referenti: hanno fatto un cattivo
lavoro, qui. Parlano di potere, forza, sicurezza: noi sappiamo che la nostra
sicurezza è essere dei buoni vicini. Senza dimenticare i torti del passato,
ne' l'ineguale distribuzione del potere, noi ci focalizzeremo su come VIVERE
qui in pace. Non vogliamo che gli uomini vestano uniformi. Non vogliamo che
combattano. Vogliamo che abbiano il loro posto, la loro dignità, i loro
diritti e che non debbano combattere per questo.
Lasciate parlare le donne.
Sentiamo il dolore, sentiamo la rabbia. Siamo spaventate.
Prima che sia troppo tardi: lasciate parlare le donne.
Indirizzo: Haggith Gor Ziv, Kibbutzim College of Education,
149 namir rd., Tel Aviv 62507
Email: haggith__gor@smkb.ac.il
(Haggith è co-fondatrice del progetto "Dialogo dei sordi",
Internews Middle East)