L'acqua è un bene comune della umanità che non può essere mercificato.
| L'acqua
è un bene comune della umanità che non può essere mercificato.
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di
E. Molinari,
E. Ferrari
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Si fa un gran discutere di problemi che
più sembrano condizionare il nostro futuro incerto: immigrazione, clima,
ma senza dubbio la più urgente è l'esaurimento di alcune grandi
risorse. Nel 2006 sono stati diversi i meeting internazionali in cui si è
parlato di queste emergenze ambientali, ultimo tra i quali il meeting appena
concluso di Nairobi. Ebbene, si è quasi unanimemente d'accordo che il
petrolio durerà solo altri 20 anni.
Ma c'è una risorsa ancora più importante ed urgente, esauribile
e non più rinnovabile: l'acqua. Qualsiasi produzione di cibo o di beni
ha bisogno di acqua ma i modelli di consumo attuali non sono più sostenibili.
A Milano si consumano circa 400 l/ab al giorno e tale dotazione è oramai
difficilmente proponibile per il futuro.
E' una vera e propria crisi di civiltà, una crisi sociale. Se per il
petrolio sono in corso da decenni guerre sanguinose, per l'acqua lo stesso scenario
di conflitto è già cominciato. Le grandi multinazionali, per gestire
indisturbati i proventi petroliferi, si sono impossessate lentamente ma senza
alcuna difficoltà dei governi del mondo, mediante i quali hanno dichiarato
guerra alle nazioni che hanno palesato critiche contro i loro interessi. E se
la stessa cosa si ripetesse con l'acqua?
In realtà anche se hanno economie in crescita, sul settore delle risorse
idriche sono in grave crisi anche i grandi modelli di sviluppo americani e cinesi.
In quest'ultima nazione i quasi 1,5 mld di abitanti hanno quotidianamente bisogno
di acqua, ma le falde molto sfruttate scendono di due m l'anno. Per raccogliere
più acqua è in corso un piano gigantesco per la costruzione di
oltre 100 dighe con cui la Cina intende approvvigionarsi di risorse idriche
a scapito della sparizione di intere città e dello stravolgimento di
interi territori del Sud-Est Asiatico. Negli USA alcune grosse falde si stanno
depauperando velocemente ed anche corsi d'acqua come il Colorado, regolati da
dighe poderose, non sempre riescono a raggiungere le città della costa
da servire (che d'altra parte sono quelle americane, non quelle messicane).
Anche nel Sud Italia e nel bacino del Mediterraneo la situazione è a
rischio di desertificazione. Nel nord non si sta meglio, visto che a Milano
si emunge l'acqua dalla terza falda a circa 200 metri di profondità,
essendo ormai esaurite le altre due più superficiali. E questa estate,
per fronteggiare ad una situazione di crisi, nella stessa città il sindaco
è stato costretto a scegliere tra i diversi utenti cui destinare l'acqua
di alcuni invasi con le grandi proteste delle parti escluse dalla scelta.
Il problema è che ora il sistema idrico integrato è stato messo
sul mercato. L'acqua non è più in mano alla municipalità,
come nei decenni scorsi. Inoltre siamo già nel pieno di assurde campagne
sui mass-media tendenti a deviare i comportamenti della gente verso assurde
iniziative. Questa estate su un giornale è comparsa una pubblicità
di una banca che invitava ad investire in titoli legati all'acqua.
Nelle conferenze internazionali al posto di asserire che l'acqua è un
diritto umano, si finisce col dire che l'acqua è un bisogno da soddisfare.
Questo significa dire che l'acqua è un bene economico e quindi soggetto
alle assurde logiche di mercato della domanda e dell'offerta. Il tentativo di
privatizzare l'acqua va così avanti rapidamente, con la complicità
indiretta delle municipalità al corto di fondi che non trovano di meglio
che affidare la gestione e la manutenzione della rete idrica in mano ai privati.
I privati in questo settore non hanno vita lunga. Alla fine le superpotenze
in questo settore (francesi soprattutto) trovano il modo di "entrare nell'affare"
e prendere il pieno controllo della gestione, rendendo assai difficoltoso il
diritto-dovere della parte pubblica di controllare quanto messo in opera dalla
parte privata. Tutto questo avviene nell'indifferenza e a volte con la complicità
della politica.
In sintesi, nel settore dell'acqua, così come in altri settori legati
alle risorse di cui finora è stato fatto abuso, ci sono forti segnali
di squilibrio. Soprattutto ci sono segnali di esaurimento. Inoltre si vuole
rendere l'acqua bene di consumo soggetta alle leggi del mercato, alla pari delle
altre merci.
Questo tentativo è operato dalla Banca Mondiale verso i paesi che chiedono
prestiti, che vengono loro erogati solo se i paesi si impegnano a privatizzare
la gestione della risorsa.
Tale tentativo si combina con i segnali di esaurimento della risorsa, peggiorando
in tal modo enormemente il quadro già fortemente negativo.
Il processo, forse, può ancora essere invertito, come alcuni fatti recenti
dimostrano. Il mondo della società civile può influire sul tema,
che riguarda la vita di ciascuno di noi, nessuno escluso, se ci si impegna quotidianamente
in scelte responsabili che diano testimonianza della nuova rotta verso cui i
politici devono orientarsi per governare e gestire l'acqua nell'interesse dei
cittadini. Questo può essere fatto seguendo associazioni e movimenti
che partecipino o promuovano campagne di sensibilizzazione sull'acqua, coinvolgendo
esponenti del settore, del mondo amministrativo, politico, accademico e semplici
cittadini, producendo materiale di sensibilizzazione per le scuole, che formino
persone sempre più consapevoli sull'argomento, insistendo in modo particolare
sul tema della responsabilità e della solidarietà.
In sintesi, nel settore dell'acqua, così
come in altri settori legati alle risorse di cui finora è stato fatto
abuso, ci sono forti segnali di squilibrio. Soprattutto ci sono segnali di esaurimento.
Inoltre si vuole rendere l'acqua bene di consumo soggetta alle leggi del mercato,
alla pari delle altre merci.
Questo tentativo è operato dalla Banca Mondiale verso i paesi che chiedono
prestiti, che vengono loro erogati solo se i paesi si impegnano a privatizzare
la gestione della risorsa.
Questo tentativo si combina con i segnali di esaurimento della risorsa, peggiorando
in tal modo enormemente il quadro già fortemente negativo. Il mondo della
società civile può comunque influire se quotidianamente impegnato
in scelte responsabili che inducano e chiedano ai politici di governare nell'interesse
dei cittadini.
E. Molinari, presidente
del Comitato Italiano del Contratto Mondiale sull'acqua
E. Ferrari, presidente di Ingegneria Senza Frontiere-Cosenza
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